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San Vito


E' la più antica delle due chiese parrocchiali di Piossasco. 

Del primitivo impianto romanico, che si fa risalire all'XI secolo, la chiesa conserva l'abside e la parte inferiore del campanile
L'abside rivolta a levante, come in tutte le chiese medievali, è costruita con pietre di dimensioni varie, parti in gneiss grigio e verdognolo, strisce di mattoni. La cornice superiore è lavorata in cotto con modanature semplici; sotto corre una fila di mattoni disposti a dente di sega e poi archetti pensili su piccole mensole.
Il campanile, nella sua parte inferiore, più antica, è romanico. La sua muratura in pietrame appare rozza; si vedono ancora due cornici orizzontali in cotto.Nella parte superiore compaiono tre graziose cornici gotiche costituite da una fila di losanghette e di archetti trilobati, chiusi al di sotto da una striscia di mattoni a dente di sega: cornice tipica del gotico piemontese. Il campanile è coronato da una cuspide ottagonale, fiancheggiata da quattro pinnacoli.
Nel periodo compreso tra il 1692 e il 1699, la chiesa subì, al pari di altri edifici religiosi la profanazione da parte di diversi eserciti di passaggio. L'attuale grande sacrestia fu costruita solo qualche decennio più tardi.
Internamente l'opera più significativa, è la grande icona ovale rappresentante la gloria e il trionfo di S.Vito. Essa occupa la parete di fondo de l'edificio; sembra databile alla fine del XVIII secolo ed attribuibile a Rocco Comaneddi. 
L'ampliamento della chiesa avvenne gradualmente attraverso i secoli, prolungando in avanti le navate. L'assetto quasi definitivo della costruzione, corrispondente nella planimetria a quello odierno, venne raggiunto tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
La chiesa, a pianta longitudinale con pavimento in pietra di Barge costruito nel 1833, è suddivisa in tre navate. Fra le arcate e il cornicione, lungo le due pareti della navata centrale, corre una decorazione in stucchi dorati e allo stesso modo sono ornati gli archi della volta, intercalati da sei affreschi a partire dall'altare maggiore, disposti nell'ordine seguente: la Fede, Dio Padre, S.Gregorio Magno. S.Ambrogio, S.Agostino e S.Girolamo. La loro esecuzione fu commissionata nel 1853.
Gli altari laterali erano originariamente dodici. Ognuno di essi era proprietà di alcuni membri della famiglia dei conti di Piossasco, di altre famiglie nobili o di qualche compagnia religiosa. 
La vasca del Battistero, sulla sinistra entrando, è l'oggetto più antico conservato nella chiesa di S.Vito. È di pietra bianca, scurita dal tempo, di forma ottagonale.
Sull'orlo della vasca corre un'iscrizione in caratteri gotici, che dice: "Hoc opus fecit fieri venerabilis religiosus frater Gabriel De Burriis de Plossasco, prior ecclesiæ Scti Viti, de dicto loco ad honorem Dei et Beatæ Mariæ Virginis ac beatorum martirum Viti, modesti atque Crescentiæ et totius curiæ coelestis. MCCCLXI".
Sotto l'orlo della vasca, quattro lati dell'ottagono sono ornati da uno stemma quello della famiglia De Buri.
Procedendo all'interno della chiesa, è da segnalare il dipinto del primo altare laterale destro raffigurante una Madonna con Bambino e Santi e firmato Zamorra. Nel quadro è ancora leggibile, per quanto attiene ai dati di stile, un significativo riferimento ai modi della tradizione caravaggesca piemontese.
Al primo altare della navata laterale sinistra, si può osservare il dipinto con Tobiolo e l'Angelo, databile intorno al 1750 e attribuito alla cerchia operante nella scuola del Beaumont (Carlo Francesco Beaumont lavorò a Torino dal 1731 come decoratore del Palazzo Reale, ristrutturato da Juvarra e come cartonista per la locale manifattura di arazzi).
Agli stessi anni e forse alla stessa scuola sembra riconducibile la tela dell'Angelo Custode, collocata al fondo della parete della navata laterale destra.
L'organo del 1842, recentemente restaurato, è stato costruito dai fratelli Bussetti.
L'attuale facciata, in mattoni a vista con statue, fu costruita nel 1886; sulla sommità del timpano, si innalza la statua della Fede, recante una croce. E sulle volute laterali spiccano due figure rappresentanti, la Speranza, la Carità. Entro nicchie al di sopra e ai lati del portale di ingresso sono poste rispettivamente le statue di S.Vito, S.Modesto e S.Crescenza. Il piazzale che fiancheggia la parete sud della chiesa fu costruito tra il 1882 e il 1883.