
“Esta es la juventud del Papa” si cantava tra le strade e le piazze di
Madrid quest’estate, durante la GMG (la Giornata Mondiale della
Gioventù), e a cantarla c’eravamo anche noi, i giovani di Piossasco.
Due milioni di ragazzi provenienti da tutto il mondo, le strade della
capitale spagnola invase da bandiere di ogni nazionalità. E in quel
“pacifico caos”, ecco spuntare una bandiera italiana con appesa in
punta una paperella gonfiabile che reca la scritta “Piossasco”. E’ la
nostra originale mascotte che contraddistingue ventitré ragazzi delle
nostre parrocchie giunti a Madrid per incontrare il Papa, per
incontrare il mondo. Qualcuno dice che siamo tutti riuniti in un solo
luogo per dare testimonianza al mondo stesso che esistono ancora
ragazzi che credono nel Cristianesimo e nei suoi valori. Ed i primi ad
accorgercene e a meravigliarcene siamo proprio noi: è quasi
impossibile non rimanere entusiasti di fronte alla gioia e
all’allegria che trapela da ogni sorriso delle migliaia di giovani che
si incontrano per strada. Ci si scambia le bandiere con giovani
brasiliani, si fa festa con connazionali che arrivano da Bari, si
canta nei vagoni della metro insieme a tedeschi e francesi.
Ma il clima di festa fa solo da cornice all’esperienza di
pellegrinaggio vissuta durante il viaggio: le catechesi con i vescovi,
la via crucis, la messa finale con il Papa e la veglia trascorsa tra
pioggia, vento e polvere.

Di certo un modo insolito di passare le proprie tanto agognate vacanze
estive, ma al ritorno sul pullman, a sentirsi non sono le lamentele
per le ore di sonno arretrato o per le pessime condizioni in cui si
sono trascorsi gli ultimi giorni all’aeroporto dei Quattro Vientos.
Tutt’altro: ognuno porta con sé la consapevolezza di aver vissuto
un’esperienza indimenticabile. La certezza, a dispetto di ciò che si
dice al giorno d’oggi, che i giovani credono in un mondo diverso. La
fiducia, espressa dalle dolci parole di Benedetto XVI, che si possa
cambiare questo mondo, a partire dalla quotidianità.
Siamo tornati da Madrid per portare la nostra esperienza alla
comunità; noi siamo disposti a metterci in gioco, voi siete disposti a
seguirci?
Per il gruppo, Simone Andreis
